domenica 31 gennaio 2016

Le traduzioni errate in Pokémon #angolodellecuriosità





Ed eccoci ad un'altra parte enorme della mia vita: Pokémon. Probabilmente il primo fenomeno di massa che io abbia mai vissuto, e decisamente uno dei più grandi, non è un segreto infatti che tra fine anni '90/inizio 2000 praticamente TUTTI hanno avuto a che fare con Pokémon, in un modo o nell'altro, e che il mercato fosse letteralmente inondato di prodotti a marchio Pokémon: giocattoli, vestiti, gadget, carte, film (su cui tornerò in futuro, se non per i primi 10 almeno per i primi 3 e qualcuno in più come Jirachi Wish Maker), snack, tutto. Persino in Italia, e spendo un secondo per parlare delle meravigliosamente caloriche e buone merendine di Mr. Day dei Pokémon, essenzialmente delle brioches di cioccolato con sopra al centro un medaglione di cioccolato bianco con su inciso un pokémon, e che ti regalavano una calamita di un pokémon (ne ho ancora due, un Pineco ed un Houndoom), o i muffin che avevano come sorpresa un pupazzetto di gomma, e per cui c'è una petizione per chiedere a Parmalat di rifare le merendine.
Ma non siamo qui per parlare di questo: parliamo di traduzioni errate in Pokémon. Piccola premessa, la lista non includerà solo errori veri e propri, ma anche significati persi o impossibili da tradurre dal giapponese. Quindi, iniziamo


Splash


Simbolo di Magikarp, per qualche motivo sempre messo nella lista dei peggiori Pokémon di sempre, Splash è l'unica mossa nel gioco a non servire letteralmente a un cavolo se non a deridere il pokémon che la usa. Ma allora, come mai è di tipo normale e le animazioni di essa raffigurano sempre il pokémon che saltella? Semplice, perché il nome originale della mossa, Haneru, in inglese si può tradurre sia come splash che come hop, "saltello". You had one job.

Aeroassalto


Mossa dal nome ed origine interessante, può essere imparata da molti pokémon non di tipo Volante per un semplice motivo: il suo nome originale, Tsubame Gaeshi, si traduce rozzamente con "il ritorno della rondine", e fa riferimento allo stile di combattimento della spadaccino giapponese Sasaki Kojiro, il cui movimento con la spada ricordava quelli delle rondini in volo, che spiega anche come nell'anime la mossa abbia come effetto delle correnti d'aria che assumono la forma di una coda di rondine


Bagliore


O Sguardo Feroce dalla sesta generazione in poi, è una mossa che induce paralisi nell'avversario, ed il motivo per cui può essere imparata solo da Pokémon simili a serpenti è perché il suo nome originale è Hebinirami, "sguardo del serpente", facendo probabilmente riferimento alla leggenda di Medusa, una delle tre gorgoni, che aveva il potere di pietrificare le persone con lo sguardo ed aveva serpenti al posto dei capelli


Speculmossa


Anche qui, c'è un motivo ben preciso se Speculmossa, che permette di copiare l'ultima mossa eseguita dall'avversario, è di tipo Volante, e la possono imparare solo pokémon volante o con tratti simili ad uccelli (ad eccezione di Togepi) : il suo nome originale si traduce all'incirca con "imitare a pappagallo"

Fuocobomba


Giuro che se sento ancora qualcuno dire che Fuocobomba ha la forma del kanji per fuoco sarò io a dar fuoco a loro. Il nome originale della mossa è Daimonji, riferimento al falò gigante che si accende durante il festival giapponese Gozan no Okuribi, nella forma del carattere 大, letteralmente "grande"


Giornopaga


Mossa peculiare di Meowth, in originale si chiama Neko ni Koban, moneta per un gatto (espressione equivalente al nostro "dar le perle ai porci"), in riferimento alle origini del pokémon, il Maneki Neko, una statuetta di gatto con una moneta nella zampa che si dice portar fortuna.


Sdoppiatore


Errore di traduzione tutto italiano, in originale Sutemi Takkuru, all'incirca "attacco rischia-vita", e in inglese chiamato invece Double edge, come una lama a doppio taglio, entrambi nomi che riflettono il danno che subisce l'utilizzatore della mossa, significato completamente perso in italiano col nome Sdoppiatore


Autodistruzione


Decisamente più sottile, il nome originale della mossa è Jibaku, che sì, significa autodistruzione, ma può anche essere inteso come "attentato suicida"


Doppioteam


Altro riferimento abbastanza figo ma perso in traduzione, il nome originale della mossa è Kage Bushin, clone d'ombra, tecnica usata di continuo in romanzi, manga o altro parlando di ninja, esempio famoso è Naruto.


Marchiatura


E dopo il fail di Sdoppiatore, merito va alla traduzione italiana per Marchiatura: in originale chiamata Rengoku, purgatorio, in inglese per motivi religiosi è stata cambiata in Inferno (come se inferno non avesse riferimenti religiosi, valli a capire gli americani), ed in italiano Marchiatura, che assume senso considerato che la mossa infligge sempre scottatura, come una marchiatura a fuoco

Falsofinale



Altra mossa che ha molto più senso in giapponese, il suo nome originale è Mineuchi, che indica il colpire con la parte non affilata di una spada, legata al fatto che Falsofinale non può sconfiggere un pokémon dato che lo lascerà sempre con 1 HP. Ciò che non si spiega, è come nell'anime Shingo volesse finire con Falsofinale


Dragobolide



Altra mossa nata da un gioco di parole, in giapponese si chiama Ryuseigun, che letteralmente vuol dire pioggia di meteoriti, ma ryu è anche il termine giapponese per drago


Nottesferza



Ultima della lista, e mossa dalle origini decisamente più inquietanti, il suo nome originale è Tsujiri, che indica una pratica di molti samurai per testare una nuova spada: il samurai si nascondeva in genere ad un incrocio attendendo un passante di classe inferiore, di solito servi o altre classi con diritti molto più bassi rispetto ad un samurai, per attaccarlo e testare quando la nuova spada potesse tagliare. Non a caso è una mossa di tipo Buio, che in giapponese si chiama Aku, male.


























mercoledì 27 gennaio 2016

Yu-Gi-Oh, perché la prima Girella non si scorda mai

Togliamoci subito questo cerotto, va. Per la rubrica dei primi episodi, Yu-Gi-Oh, la serie originale, così tanto esaltata dai nostalgici e fonte di così tante liti a causa della già citata ignoranza delle sue stesse regole. Ma torniamo indietro nel tempo, ai pomeriggi di Italia 1, in una serie che forse più di tutte ha subito continue censure e mutilazioni da parte del male incarnato, 4Kids (attualmente nota come 4Licensing Corporation, probabilmente per nascondersi dalla furia di milioni di persone), la cui principale occupazione è comprare serie dal Giappone, censurarle e mutilarle, aggiungerci un doppiaggio orrendo, e poi rivenderle, talvolta anche ad emittenti estere, come purtroppo successe a noi con Yu-Gi-Oh. Concetti come il Regno delle Ombre e il Cuore delle carte infatti non vengono mai menzionati nell'originale, ma sulle censure di 4Kids per Yu-Gi-Oh ed altre opere ci tornerò in futuro.
Ma torniamo ora a parlare dell'ignoranza fatta serie, Yu-Gi-Oh, dove un gioco di carte a quanto pare può distruggere il mondo.




Iniziamo subito con lo spiegone obbligatorio da primo episodio™, e al concetto di Giochi delle Ombre, che a quanto pare, portarono il mondo alla distruzione. Con un gioco di carte. Roba che manco i vecchi che giocano a scopa al bar.
Ma se vi sembra un'idea assurda, aspettate di arrivare ai giochi di carte su moto.





Ma il potere di questi Giochi delle Ombre viene imprigionato all'interno degli oggetti del Millennio, di cui nel corso della serie viene spiegato ogni dettaglio, salvo perché li chiamino oggetti del Millennio. Ma ognuno di essi ha poteri enormi, ed il puzzle del Millennio, nella mani di Yugi Muto, come vedremo, gli consente di trasformarsi nel Faraone, che maguardatelecoincidenzenonciavreimaipensato è la reincarnazione di quest'ultimo.


E occasionalmente, ha il potere di diventare un Illuminato. Illuminati confirmed



Ma il focus si sposta sul gruppo dei protagonisti, dove quella mezzasega di Joey sta imparando da Yugi a giocare a Duel Monsters, che se lo facevamo in classe al paese mio come minimo collezionavamo abbastanza note da scriverci l'inno italiano.




Il tutto mentre Seto "sono più figo di Gesù" Kaiba sta in disparte come il disadattato sociale che è, e per qualche ragione, legge "Così parlò Zarathustra", che fa più figo.


Ed è arrivata l'ora del gioco preferito da tutti: "scova il protagonista"!

Ma proprio mentre Yugi si vanta che lui ha le carte fighe perché il nonno ha un negozio di carte (i soliti raccomandati, guarda te) e ha una carta ultra rara


Seto ascolta la discussione da lontano in modo molto poco rassicurante, mentre architetta un piano diabolico quanto i saccottini all'albicocca.
Così dopo scuola, i 4 dell'ave Maria vanno a trovare il nonno di Yugi al negozio


Che anche qui, colpo di genio, si chiama "Game". Inizio a vedere uno schema coi giapponesi ed i nomi in inglese.



Ed eccolo, uno dei motivi per cui folle intere di bambini hanno speso infinite paghette in bustine di carte in cui nemmeno c'era: il Drago Bianco Occhi Blu, che solo a dirlo ti senti più figo.
Ma manco in tempo a nominare la carta (di cui esistono solo 4 esemplari in tutto il mondo, probabilmente anche nel mondo vero visto che nessuno sembrava averlo originale)



Seto fa la classica comparsata da supercattivo della situazione, con tanto di riflettore portatile da cattivo per farsi la luce dietro. Oltretutto, sono solo io, o ci sono ombre sui volti che non dovrebbero esserci?
Venuto lì apparentemente col solo scopo di deriderli, per mostrare che bella persona sia, a momenti parte la mega rissa


E dopo appena 5 minuti, iniziamo a notare come il budget dei primi episodi fosse all'incirca 15 euro. Tra volti, proporzioni e mano di Yugi non so da dove iniziare.



Ma proprio mentre Yugi cerca di fermare Joey dal dargli le mazzate che probabilmente avrebbe dovuto ricevere da bambino, Seto vede il Drago Bianco Occhi Blu. O ha una colica renale, è difficile dirlo.
Deciso ad averlo a tutti i costi, sbatte amichevolmente la valigetta sul bancone, ed offre uno scambio degno di quelli che si facevano tra banchi, dover per una carta farlocca c'era chi era capace di scambiarsi pure il cane


Prego notare la genialità di Seto di andarsene in giro con una valigia piena di carte rare, come i fresconi che vanno in giro con gli smartwatch superappariscenti da 600 euro e poi si lamentano di essere stati rapinati.

Ma sia perché altrimenti l'episodio sarebbe finito subito, sia perché senza un po' di dramma la serie sarebbe stata ancora più di quanto non lo fosse già una gigantesca pubblicità per il TCG, il nonno di Yugi rifiuta, con un dito medio fuori schermo.




E senza manco chiedere il permesso, super primo piano sugli occhi di Seto. Giuro che non ho modificato nulla.

Sconfitto e umiliato (?), Seto riprende le carte e va via, accettando il rifiuto con dignità, classe e sportività, congedandosi con un assolutamente non minaccioso "Ci rivedremo, vecchio". Un vero signore.


Ritirandosi subito dopo nel suo covo segreto a Mordor

Ma seguendo il metodo Totò Riina, il giorno successivo Seto propone al nonno di Yugi una semplice sfida per chi dovrebbe avere la carta


Facendo consegnare l'invito alla sfida da due robusti giovanotti e da Gollum vestito da maggiordomo

Trovandosi impossibilitato a rifiutare di fronte a cotanta gentilezza, accetta, pensando anche di poter dare una lezione a Seto. Ceeeeeeerto.
Tornando al negozio, Yugi e compagni lo trovano sospettosamente vuoto




E colgo l'occasione di far notare come Tea sia capace di assumere una sola posizione ed espressione.

Mentre si chiedono preoccupati dove possa essere (e dopo che Seto se n'è andato con quel che suonava come una minaccia mafiosa vorrei ben vedere), Seto mostra tutta la sua gentilezza ancora una volta, e gli da un colpo di telefono per avvisarli, non si sa mai


Mentre la sua metamorfosi in supercattivo procede inesorabilmente.

Sempre visto che negli anime nessuno chiama mai la polizia, il quartetto corre immediatamente alla torre di Seto, vicino di casa del Dottor Male e del Dottor Doofenshmirtz.
Come se qualcuno si aspettasse qualcosa di diverso, appena arrivati trovano il nonno di Yugi in fin di vita, che più che reduce da un duello sembra lo abbiano appena pestato.
Ovviamente, Seto si vanta di aver vinto "lealmente" il duello (#credici) e mostra il suo trofeo, la carte del Drago Bianco Occhi Blu, e la strappa, con la scusa "Così nessuno potrà usarla contro di me". Se vedete una falla nel suo piano, non siete i soli


A cui si aggiunge il fatto che lui ha gli altri 3. Genio.

In una scena drammatica, il nonno passa il suo deck a Yugi, chiedendogli di dargli una lezione, mentre gli altri lo portano in ospedale. Al pubblico vengono dei dubbi se effettivamente ci sia stato un duello o meno.



Saliti su quelle goffe scale idrauliche che fortunatamente vengono poi sostituite in meno di una serie, Seto e Yugi si preparano al duello, ma Yugi ha un'arma segreta:


Che no, non è accecare Seto, ma il potere del Puzzle del Millennio, più grande espediente narrativo del mondo, che senza manco dare agli spettatori un minimo di spiegazioni, trasforma Yugi


Con un incremento del 600% di ombre drammatiche a caso™



E, cosa successa SOLO UNA VOLTA NELLA SERIE, Seto si chiede effettivamente che cosa sia successo. Come se la crescita istantanea di un tappo fosse perfettamente normale. Tutta colpa degli ormoni della carne, ci scommetto.
Inizia il duello, con una serie di infrazioni di regole così lunga che potrei scriverci un libro, tutto finché Seto non si stanca ed evoca non uno, ma ben 2 Draghi Bianchi Occhi Blu. Perché in fondo, "screw the rules, I have money" (cit.)




Duelli e illustrazioni me li ricordavo molto più fighi però. La comprensione degli animatori di come funzionano le ombre tuttavia, è esattamente come la ricordavo.




Mentre la serie ci introduce ad un altro dei classici espedienti narrativi, le Spade Rivelatrici, sempre presenti quanto a Yugi stanno per fare il cuculo, Yugi cerca di temporeggiare



Quando viene colto da una visione mistica del nonno, che gli dice, cosa ripetuta fino alla nausea nel corso della serie, di credere nel colpo di c.... Cuore delle Carte, e che le carte vanno usate assieme.


Finito il breve momento allucinatorio (probabilmente dovuto da tutta la lacca che usa sui capelli per tenerli su), ecco che giustamente, sfodera la più grande strategia di marketing dell'universo: Exodia il Proibito, fonte di così tante carte farlocche che ci si potrebbe costruire il ponte di Messina, che in anni di gioco di Yu-Gi-Oh non ho mai visto giocar bene una volta sola.


Ed inizia così una tradizione di Yu-Gi-Oh, le facce deformi nei momenti drammatici, probabilmente fatte per esaltare la drammaticità o l'azione del momento, col solo risultato di provocare immense risate.


E mentre Seto viene investito da un camion, gioia e giubilo, e probabilmente anche una telefonata alla polizia, visto che, vorrei ricordare, il nonno di Yugi è stato mandato in ospedale.


Ma con un'inquadratura che a confronto i nemici di James Bond sono Padre Pio, Pegasus trama piani malvagi, probabilmente, come impossessarsi di tutta la lacca per capelli al mondo.




domenica 24 gennaio 2016

15 curiosità su Harry Potter #angolodellecuriosità



Iniziamo oggi con una rubrica un po' più veloce da mandar giù, l'angolo delle curiosità, dove, e grazie al cavolo aggiungerei, parleremo di curiosità su una determinata serie. E visto che hanno da poco fatto i primi due film in TV per commemorare Alan Rickman, iniziamo la rubrica con Harry Potter, serie che per i ragazzi della mia generazione ha rappresentato una buona parte della propria infanzia e della fine di essa.



15: La profezia



Più un chiarimento per chi ha visto solo i film (profani), e per questo così in basso, come ci si aspetterebbe dalla Divinazione, Harry sarebbe potuto non essere il Prescelto. La profezia (motivo per cui la Cooman venne assunta ad Hogwarts nonostante non mostri quasi mai doti di Veggente) infatti parla di qualcuno "nato da chi lo ha tre volte sfidato, nato sull'estinguersi del settimo mese", ma Piton, avendone sentito solo metà, non dice a Voldemort un dettaglio importante, ossia che "l'Oscuro Signore lo designerà come suo eguale", la profezia infatti poteva riferirsi a 2 persone: Harry, nato il 31 luglio 1980, e Neville, nato il 30 luglio 1980, entrambi da genitori facenti parte dell'Ordine della Fenice.
Dettaglio enorme omesso dal libro, come tanti altri, come un buon 60% della storia di Barty Crouch Jr. nel Calice di Fuoco e di come il piano per portare Harry a Voldemort fosse ben studiato, e non una serie di coincidenze come sembra nel film.

14: King's Cross


Come per molte cose nell'universo di Harry Potter, la scelta di King's Cross come stazione per far partire l'Espresso per Hogwarts non è stata casuale: la Rowling scelse la stazione poiché è una delle principali vie per la Scozia dall'Inghilterra, ed i suoi genitori si incontrarono su un treno per Arbroath. Quel che invece in ancora meno sanno, è che descrivendola Rowling pensò alla stazione di Euston, e che nella vera King's Cross non c'è nulla tra i binari 9 e 10, motivo per cui nel film vennero usati i binari 4 e 5. Dato il successo della serie inoltre, alla vera King's Cross c'è un carrello per metà in un muro con un cartello sopra "Binario 9¾", ed un negozio di souvenir di Harry Potter.

13: Le origini di Gilderoy Allock


Ricordiamo tutti Gilderoy Allock, l'odioso professore di Difesa Contro le Arti Oscure in La Camera dei Segreti (il cui attore, Kenneth Branagh, mini-trivia, è anche noto per aver diretto il film di Thor del Marvel Cinematic Universe. The Dark World? Non esiste The Dark World), fanfarone e incompetente, oltre che truffatore. Mancava solo la tessera di Forza Italia al suo curriculum.
A detta della Rowling, è l'unico personaggio della serie ad essere basato su una persona reale, che i fan hanno identificato col suo ex-marito, associazione negata dalla stessa autrice, se non fosse che aveva precedentemente dichiarato riguardo all'ex-marito “Aveva l’abitudine di raccontare enorme grandi frottole sulla sua vita passata, tutto progettato per dimostrare che persona meravigliosa, coraggiosa e brillante fosse. Probabilmente ora è là fuori a dire a tutti che ha ispirato il personaggio di Albus Silente. O che ha scritto lui i libri permettendomi di dire che l’ho fatto io solo per gentilezza“.
Insomma, se state sulle scatole alla Rowling, è capace di farvi prendere per i fondelli da milioni di persone, occhio.

12: Personaggi omessi



Con tempi cinematografici di mezzo, è anche normale che personaggi minori o con ruoli non molto influenti sulla trama (o facilmente sostituibili) vengano esclusi, come il personaggio di Pix, ma non siamo qui per parlare del poltergeist che assilla le matricole di Hogwarts. La Rowling stessa infatti, durante la scrittura di Il Calice di Fuoco, pensava di introdurre un altro parente di Ron, una cugina materna (pare figlia del cugino broker di Molly Weasley menzionato da Ron), di Serpeverde, Mafalda Prewett, che avrebbe dovuto passare in qualche modo informazioni al trio sui Mangiamorte recuperandole da discussioni tra figli di Mangiamorte come Malfoy, scartata in quanto avrebbe costituito un buco di trama che la costrinse a riscrivere mezzo libro, dato che c'era un grosso limite a quanto una ragazzina di 11 anni potesse fare. Terribilmente dispiaciuta di non averla potuta inserire in quanto una dei suoi personaggi preferiti, a detta della Rowling la sua conoscenza sarebbe stata al pari di Hermione.


11: Pazienza



Pare che il primo capitolo de La Pietra Filosofale sia stato riscritto completamente circa 15 volte, poiché ogni volta a sua detta Rowling lasciava trasparire troppi dettagli sul futuro della saga.
In una di queste stesure alternative, le famiglie di Harry ed Hermione vivevano vicine, i Potter su un'isola poco lontana dalla costa e i Granger sulla terraferma, ed il padre di Hermione, dopo aver visto una notte dei lampi verdi provenire dall'isola si avventura al largo per capirne l'origine, trovando la casa in rovina ed i corpi esanimi di James e Lily. In un altra, a rivelare il nascondiglio dei Potter era un servitore di Voldemort, Pyrites, poi omesso dalla serie o rilavorato nel personaggio di Peter Minus, che indossava guanti bianchi, con la tendenza a macchiarli con il sangue di chi uccideva.
Similarmente, pare che il capitolo "Il Marchio Nero" di Il Calice di Fuoco sia stato riscritto circa 13 volte, e che il capitolo de Il Principe Mezzosangue "L'altro ministro" fosse già stato scritto 13 anni prima dall'autrice, con vari tentativi di inserirlo nel primo, terzo e quinto libro, senza però mai trovare uno spazio adatto.

10: Spicci



Nella serie Harry è un ragazzo molto ricco poiché all'epoca della stesura della Pietra Filosofale, la Rowling si trovava in ristrettezze economiche, e decise così di proiettare su Harry i suoi desideri. Manco a dirlo, nel 2006 Forbes stimava che il patrimonio della Rowling superasse il miliardo di dollari USA, rendendola non solo effettivamente la prima persona a diventare miliardaria scrivendo esclusivamente libri, ma anche la donna più ricca del Regno Unito, superando la Regina Elisabetta II, e la seconda donna più ricca nel mondo dello spettacolo dopo Oprah Winfrey.

9: Fashion statement


La cicatrice di Harry è stata applicata col trucco all'incirca 6000 volte, non solo su Daniel Radcliffe, ma anche su stuntman e controfigure che lo sostituivano. Inoltre, i lunghi capelli biondo platino di Lucius Malfoy non vengono mai descritti nei libri, nascono infatti da un'idea dell'attore che lo interpreta nella serie, Jason Isaacs, preoccupato che il personaggio potesse somigliare troppo al figlio Draco in caso gli avessero dato capelli corti.
Durante la serie sono stati usati all'incirca 25.000 capi di vestiario, di cui ben 600 divise scolastiche, e le scene in cui sono stati richiesti più personaggi da vestire sono state quelle della battaglia di Hogwarts ne I Doni della Morte Parte II, con 400 Mangiamorte, studenti, Ghermidori e professori, e quelle della Sala Grande, con sempre circa 400 attori tra studenti e professori. Parlando di Sala Grande, è uno dei pochi set costruiti da zero, e per cui non è stata usata una location preesistente. Il production designer e direttore della scenografia Stuart Craig spese buona parte del budget destinato al set per della pietra di York per costruire il pavimento della Sala Grande, decisione discussa a lungo tra lo staff e i capi del progetto alla Warner Bros., ma si rivelò un investimento per il futuro, visto che essendo i materiali di alta qualità il set ha resistito per i 10 anni di produzione dei film e milioni di passi di centinaia di attori e membri dello staff.

8: Harry passione animali



Ci sono diverse curiosità riguardanti la serie e gli animali: per la scena della lezione di Trasfigurazione della professoressa McGranitt in La Camera dei Segreti si è arrivati ad avere ben 60 animali assieme sul set. L'animale più grande mai avuto sul set è stato l'ego di David Yates un ippopotamo, il più piccolo un millepiedi. In onore della serie, ad un dinosauro scoperto nel 2004 è stato dato il nome "Dracorex Hogwartsia". Ultima, quando Richard Harris, primo interprete di Silente, vide l'animatronic usato per Fanny, pensò si trattasse di un uccello vero dato il realismo con cui era stato realizzato.

7: Attori birboni


Tom Felton, noto per aver interpretato Draco Malfoy nella serie, pare che avesse prima fatto i provini per i ruoli sia di Harry che di Ron, senza mai aver letto una singola pagina dei libri. Quando gli venne chiesto quale fosse la sua parte preferita, rigirò la frittata dicendo che era la stessa del bambino prima di lui.
E mentre Emma Watson, Hermione, dovette sostenere una decina di audizioni, Rupert Grint, Ron, convinse i produttori con un buffo video rap fatto in casa. 
Inoltre, sul set, si calcola che Daniel Radcliffe abbia rotto tra le 60 e le 70 bacchette, perché nelle pause di lavoro si divertiva ad usarle per suonare la batteria. Siccome il karma esiste, dato che Daniel Radcliffe non è miope, gli occhiali usati sul set sono montature senza lenti, e Rupert Grint si divertiva ad accecarlo per scherzo attraverso la montatura vuota. Piccola nota slegata ma più o meno a tema, Shirley Henderson, l'attrice che interpreta il fantasma di Mirtilla Malcontenta, all'epoca delle riprese della Camera dei Segreti aveva 37 anni

6: La vecchia scuola


La serie, nel corso dei vari film, ha fatto quanto più possibile ricorso ad effetti speciali tradizionali in scene che non costringevano all'uso di CGI. Nel primo film, le candele sospese nella Sala Grande erano in realtà bombolette speciali con dell'olio per il fuoco e mascherati da candele, sospese a dei fili su ponteggi mobili per farle muovere. Dopo che una di esse cadde durante le riprese (non provocando danni a niente e nessuno, per fortuna) si decise di crearle in CGI per i film successivi. Non è finita qui tuttavia. Il troll di Halloween è stato realizzato in tecnica mista, combinando scene con una complessa impalcatura per le gambe a scene in completa CGI, cosa simile per il Basilisco, per cui venne creato un gigantesco animatronic per scene che non li costringevano a crearlo al computer, animatronic poi rimaneggiato e modificato per l'Ungaro Spinato del Calice di Fuoco, per cui tra le varie modifiche, è presente un lanciafiamme (piccola nota, nei titoli di coda del film, verso la fine, è presente la frase "No dragons were harmed in the making of this movie"). Sempre dallo stesso film, la scena della seconda prova nel Lago Nero venne girata in una enorme vasca circondata da green (in questo caso blue) screens, e durante le riprese di essa, a causa dei bruschi movimenti che doveva compiere, Radcliffe si beccò diversi lividi (in maniera simile all'occhio nero durante la scena dell'attacco di Nagini a Godric's Hollow). Un tentativo simile fu fatto per i Dissennatori in Il Prigioniero di Azkaban, con una tecnica che prevedeva filmare dei pupazzi sott'acqua e poi invertire il filmato per creare il movimento etereo della creature, ma la tecnica si rivelò poco pratica per scene in cui dovevano comparirne molti, e venne scartata.
Si aggiunge però la scena dei 7 Potter ne I Doni della Morte Parte I, in cui (ovviamente tutto messo insieme digitalmente), Radcliffe girò ogni parte dei personaggi trasformati in Harry. A detta di Radcliffe, la scena richiese ben 96 tentativi.

5: E se fosse...



Una volta acquisiti i diritti cinematografici, la Warner Bros. iniziò una lunga ricerca per il regista della serie, che sarebbe dovuto essere uno solo nelle intenzioni originali, per mantenere una coesione artistica. Tra i vari nomi spuntati fuori in questa ricerca, si fa notare quello di Steven Spielberg, che si presentò inizialmente con la bislacca idea di condensare più libri in un solo film animato in CGI, simile alle inquietanti opere in motion capture di Robert Zemeckis e della sua compagnia ImageMovers come Polar Express e A Christmas Carol. Dopo che la Rowling intimò alla Warner di rifiutare l'idea sotto minaccia di ritirare le licenze, Spielberg passò a dirigere un più classico live action del primo libro, venendo sostituito poco prima dell'inizio dei lavori da Chris Columbus. Dopo i primi due film tuttavia Columbus fece marcia indietro, capendo che dovendo seguire la serie per lungo tempo e che i film sarebbero dovuti essere girati uno dopo l'altro per evitare problemi con gli attori più giovani che crescevano, temeva di perdersi la crescita dei suoi stessi figli, ed iniziò quindi la ricerca di un nuovo regista...

4: Incredibilmente fedeli



Quando Alfonso Cuarón prese le redini del terzo film (e a chi si lamenta, vorrei ricordare che sì, era stato preso in considerazione Guillermo del Toro, ma anche M. Night Shyamalan, quindi fate poco gli schizzinosi. Va a finire che ci ritrovavamo Sirius cinese), non sapeva quasi nulla della serie, non avendo né visto i film né letto i libri, e mentre si informava meglio sulla serie, per comprenderne meglio i personaggi chiese a Daniel Radcliffe, Emma Watson e Rupert Grint di scrivere dei brevi saggi descrivendogli il loro personaggio e la serie. In maniera quasi inquietante, tutti e tre furono fedeli al proprio personaggio: Emma Watson presentò un saggio di ben 16 pagine su Hermione, Daniel Radcliffe una pagina scarsa in cui riassumeva la storia di Harry, e Rupert Grint non consegnò mai nulla dicendo che Ron avrebbe fatto lo stesso, facendo morire dalle risate Cuarón e dandogli un'idea perfetta dei loro personaggi. A proposito di Cuarón, è anche a lui che dobbiamo l'immagine così organica e omogenea di Hogwarts, poiché volendo dare l'idea di Hogwarts come di un posto reale e non di un insieme di set, incluse nel film molte più scene girate  nel parco, in corridoi e scalinate che connettevano i vari luoghi, dando un'idea molto più chiara di come sia strutturato il castello. Buona parte di questo è stato poi usato per i successivi giochi dell'Ordine della Fenice e del Principe Mezzosangue, che hanno usato ricostruzioni digitali fedeli dei set, con una disposizione quasi identica a quella vista nel Prigioniero di Azkaban.
Storia simile per la stanza con l'albero genealogico della famiglia Black al Numero 12 di Grimmauld Place nell'Ordine della Fenice: durante la creazione del set Rowling fornì un completo albero genealogico dei Black per poter rendere la stanza quanto più accurata possibile, mostrando nomi mai apparsi nei libri e con i ritratti oscurati di chi era stato "radiato" dalla famiglia, come Sirius stesso.

3: Harry Potter secondo Nintendo



Quando nel 1998 i diritti multimediali della serie vennero messi all'asta, Nintendo of America tentò di aggiudicarseli per produrne dei videogiochi, e mise un fermo a tutti i progetti, preparando dei team per creare due giochi diversi: un action-adventure in terza persona (possiamo immaginare simile a quel che poi Electronic Arts creò), ed un gioco sportivo di Quidditch, che avrebbero dovuto creare due serie esclusive delle console Nintendo che sarebbero uscite su N64, GBA, Gamecube e future console Nintendo in concomitanza con la pubblicazione dei libri, e lo stile sarebbe dovuto essere molto vicino alle illustrazioni delle pubblicazioni originali. Rowling declinò l'idea, preferendo che i diritti andassero ad una società che trattava più media, non solo i videogiochi, e così non ci rimangono che concept art iniziali. Da amante della serie e dell'unico gioco di Quidditch uscito, personalmente avrei preferito che Warner Bros. si fosse rivolta alla Nintendo comunque per creare i giochi, ma non si può avere tutto dalla vita.




2: Presunzione



Sembra che qualche anno fa, in una storia che ha del paradossale, J. K. Rowling si sia iscritta ad un forum di discussione su Harry Potter, ovviamente sotto falso nome, e che sia stata prima insultata e tacciata di ignoranza, e poi bannata dagli amministratori. Un po' come la storia di Charlie Chaplin arrivato secondo ad una gara di suoi sosia.

1: Colpo di genio



Quando subito dopo aver finito di scrivere la Pietra Filosofale la Rowling iniziò la ricerca di un editore per pubblicarlo, si ritrovò un'infinità di porte sbattute in faccia. Ben 20 editori respinsero il libro, da secchi rifiuti, a risposte vaghe, fino a derisioni dell'opera, dicendole che un libro del genere non avrebbe mai avuto successo, e che "i romanzi di formazione per ragazzi dovrebbero essere realistici". Immagino che il genio che ha dato questa risposta, leggendo del successo titanico della serie (oltre 450 milioni di copie vendute nei soli paesi anglosassoni a giugno 2011), abbia iniziato a prendere a testate una colonna portante. Nota a parte, per l'audience zarro-ignorante statunitense, negli USA, e solo in quel paese (ma guarda un po'), il libro (e tutto il resto legato ad esso come il film) venne rinominato "Harry Potter and the Sorcerer's Stone", grezzamente, "la Pietra dello Stregone", visto che ritenevano gli americani troppo stupidi per sapere cosa fosse una Pietra Filosofale e come essa si leghi all'alchimia e alla magia.
A seguire, riproduzione della risposta della Rowling al suddetto genio