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sabato 12 marzo 2016

Gundam Wing, perché la prima Girella non si scorda mai.





Da fan dei mecha ed essendomi appassionato all'ultima serie di Gundam, Iron Blooded Orphans (che si avvicina al termine ma è già stata confermata per una seconda stagione, come fu per 00, altra serie che mi piacque parecchio), ho deciso per questa puntata della rubrica dei primi episodi di andare a cercarmi la serie che mi introdusse a Gundam, la diversamente bella Gundam Wing, di cui arrivarono persino dei modellini, di cui ne ho uno che mi fu regalato da un amico (non i gunpla, figuriamoci). All'epoca mi prese molto, nonostante fosse la domenica mattina e facessi a volte fatica a vederla, e assieme a Zoids ha contribuito a sviluppare la mia passione per i mecha, nonostante a guardarla in retrospettiva fosse di una bruttezza rara.
Come sempre, intro finita, buttiamoci a capofitto nell'episodio:



Senza manco spiegarci nulla, ci viene buttata in faccia una stazione spaziale a forma di cippa allegra, così, in amicizia, dove a quanto pare si sta svolgendo uno scontro a fuoco. E che è ragazzi, aspettate almeno un paio di minuti dalla fine della sigla, dai!


Mia piccola perplessità è come, in un mondo come quello di Gundam, dove ci sono robot giganti che se le suonano, si usino degli shuttle anni '60.



Scena di simil-combattimento inutile a parte, il narratore ci introduce alla storia: è l'anno Post-Coloniale 195, e qua ogni fan di Gundam con un po' di conoscenza del franchise ha capito quanto Sunrise poco credesse nella serie. La timeline PC (o AC in inglese, After Colony) infatti contiene solo Mobile Suit Gundam Wing ed i suoi OAV-seguiti Endless Waltz, ed è stata dichiarata dalla Sunrise linea temporale alternativa e non-canonica. Serie di successo, mi dicono dalla regia.
Cosa che non cambia però, è l'eterna guerra civile tra gli umani: la Federazione degli Stati Terrestri (o nell'originale United Earth Sphere Alliance, che si è salvata dal pozzo della timeline PC ed è stata rilavorata nella Earth Sphere Federation di Gundam 00) usa il potere militare per sottomettere le colonie "in nome della giustizia e della pace"


Esportiamo democrazia.

Questo porta alla nascita di un gruppo di ribelli, guidati dalla principessa Leila Organa che organizza l'Operazione Meteora, con cui portano i loro Mobile Suit (che non si è ben capito come abbiano visto che la produzione di un Mobile Suit ha costi mostruosi) sulla Terra, mascherandoli da stelle cadenti. Piano firmato dal ragionier Ugo Fantozzi presumo. Ma la Federazione "intuisce lo scopo della loro missione". Intuisce. Perché probabilmente dopo l'incidente col cavallo di legno della settimana prima sono un po' più cauti.


La Federazione localizza i 5 Mobile Suit in avvicinamento alla Terra, informando la corazzata lanciata per intercettarli che sarebbero arrivati sulla Terra "tra 600 secondi", visto che 10 minuti sono mainstream. Qui conosciamo il primo antagonista della serie


Zechs, un cosplayer di Lady Oscar, a quanto pare, che con quell'elmetto (svolgente la secondaria funzione di portafrutta orrendo) senza buchi per gli occhi, fa chiedere a tutti due cose:

1- Come fa a vedere?

2 - Perché ha i capelli di Lucius Malfoy?

Ma non si fanno ingannare dal "geniale" piano dei ribelli di mascherarli da meteoriti senza manco ricoprirli di roccia o almeno dipingerli così, e si lanciano all'inseguimento di quello diretto in Asia, che maguardatelecoincidenzenonciavreimaipensato™, è quello del protagonista principale


Nota a parte per la pochezza delle mappe della Federazione, che ha il budget per robot alti 15 metri ma non per mappe con tutte le isole e stati.

Abbiamo qui l'occasione di notare un dettaglio particolare del Wing, un po' irrealistico per Gundam (sì, sto mettendo in dubbio il realismo di una serie con i mecha, ma vi suggerisco di cercarvi le differenze tra i sottogeneri real robot e super robot), la capacità di trasformarsi in una specie di jet alla Transformers, che Starscream ci pulisce casa.


Ma proprio mentre il nostro eroe sta per sparare AD UNO SHUTTLE DI CIVILI, viene localizzato dalla nave della Federazione, che lo ingaggia, con il nostro fan accanito di Lady Oscar decide di fermarlo usando il suo Mobile Suit, il Leo, appartenente alla categoria dei Mobile Suit orrendi destinati alla produzione di massa, così pezzenti che manco hanno il volto. Quando gli fanno notare che un Mobile Suit da combattimento è troppo lento, Zechs risponde che il suo Leo è abbastanza veloce. Sono solo io o c'è stato il verso di un gufo?


Come volevasi dimostrare, il Wing si trasforma, mostrando il suo potere di crearsi la luce verde scenografica per fare il figo, e procede ad attaccare i Mobile Suit della federazione


I cui piloti indossano elmetto di pelle ed occhialoni da aviatori anni '20, presumo per la stessa ragione per cui sembrano appena usciti da un matrimonio in alta uniforme.


E con una gufata retroattiva, con un solo colpo di laser riesce a distruggere 2 dei Mobile Suit che lo inseguivano e a far fare un tableflip ai fan di Gundam, che dopo una scena del genere sono andati ad appiccar fuoco alla sede della Sunrise.


Scena chiusa in bellezza dal nostro protagonista che si esibisce in una perfetta risata malvagia, probabilmente assieme al gufo di cui prima. Sono vagamente confuso.

Zechs, non capendo bene più manco lui chi siano i buoni e chi i cattivi dopo quella risata malvagia, decide molto intelligentemente di affrontarlo con una spada laser, perché probabilmente è così confuso da colpirsi da solo (cit.)



Visto che con la velocità a cui si muovevano sono probabilmente ancora sopra la linea di Karman, la decisione migliore è lanciarsi fuori dal Mobile Suit ed usare un paracadute, mentre io rifletto sulle scelte della mia vita, sopratutto quella di rivedermi questo episodio.


Ma la scena passa al primo ministro della Federazione, almeno lui vestito normalmente, con giornalisti dalle macchine fotografiche finto-vintage, da noi già incontrate.


Accolto da militari dall'elmetto ridicolo che da una scala da 0 a 100 si piazzano intorno a "l'elmetto rosso e viola che mette Magneto", la figlia decide intelligentemente di andare a casa da sola mentre il padre va ad un vertice con i capi dell'esercito. Perché sai, c'è solo una guerra civile in corso, che rischio potrà mai correre la figlia del primo ministro della Federazione?


La ragazza tuttavia trova, grazie al potere delle coincidenze fortuite, il nostro protagonista dalla dubbia risata, che era affondato assieme al Mobile Suit che a quanto pare dopo aver annientato due nemici in un colpo solo non poteva scrollarsi di dosso un mech senza pilota dentro. Tutto molto sensato come sempre.


E considerato che il livello di nosense della puntata si era abbassato troppo, rallentatore a caso.


Zechs a quanto pare però non era il solo fan di Lady Oscar, in quanto il suo generale è vestito in stile tardo '700 anche lui, valle a capire le mode. Veniamo a sapere però che nell'esercito della federazione c'è un'organizzazione segreta dai dubbi obbiettivi, e anche dal dubbio gusto per i nomi: Oz. Volevano chiamarsi Gandalf, ma c'è stato un problema coi diritti e si sono dovuti accontentare.


Per dimostrare quanto sono aristocratici però, la loro base è apparentemente il Teatro San Carlo di Napoli.



Parentesi per presentarci i cattivi a parte, torniamo al protagonista, che si sveglia e va nel panico dopo aver capito di essere stato visto in volto, e corre via riempiendo i mazzate i poveri infermieri che la ragazza aveva chiamato


Scena da Oscar, dopo che lui è già andato via rubando l'ambulanza, dice "Il mio nome è Relena Darlian, qual è il tuo?"
Complimenti per i riflessi ragazza-Slowpoke.


Nuovo cambio di scena, in una delle basi della Federaz...




E manco aspettano di farmi finire di scrivere che va tutto in mona, visto che a quanto pare degli altri Mobile Suit dei ribelli la Federazione ha deciso di sbattersene ampiamente, dopo che 3 dei loro sono stati abbattuti senza problemi da un ribelle solo, e qua oltre a presentarci il resto della squadra del protagonista, notiamo un paio di cose:


La praticità di una falce laser, che mi chiedo sinceramente come sia venuta l'idea di crearla 


La mira da Stormtrooper Imperiali delle truppe della Federazione, che manco stanno mirando al nemico a 15 metri da loro, in perfetti scenari alla XCOM


I falcetti comunisti del Mobile Suit modello Marx™


E il braccio estensibile a forma di drago che sputa fuoco. Ritiro quello che ho appena detto sulla falce laser.


Come prevedibile, essendo la figlia del primo ministro della Federazione, Relena frequenta una scuola per aristocratici super leggendari di quarto livello (cit.), dove sembra avere anche il suo seguito personale e con un'ambientazione che sembra uscita da Orgoglio e Pregiudizio (quello brutto, senza gli zombie), perché a questa serie piacciono gli anacronismi se non si fosse capito.


Mentre Sunrise prende una multa per eccessivo uso di coincidenze fortuite, scopriamo che Hiro Yui, l'eroe dalla risata malvagia (?), è infiltrato alla scuola di Relena
Per conoscerlo e magari chiedergli chi stracacchio è, decide di invitarlo alla sua festa di compleanno, con tanto di invito scritto


Con il suo seguito ordinato in ranghi come un esercito che applaude. Il mio cervello sta avendo un crash di sistema.


In tutta risposta, lui strappa l'invito con una inquadratura degna di un film di arti marziali


Segue vento drammatico a caso™

Siccome la schizofrenia della scena è troppo poca, lui le asciuga una lacrima, e le dice che la sua vita è in pericolo. E dopo una frase del genere, con una guerra civile tra Federazione e ribelli delle colonie in corso, quando lei è figlia del primo ministro e potrebbe essere rapita o ammazzata in qualunque momento, la prima cosa che dice è:



CHE COSA AVRÀ VOLUTO DIRE?

E grazie al cielo finisce così il primo episodio di Mobile Suit Gundam Wing, serie che per quanto piena di difetti è stata per molti il primo approccio al mondo di Gundam. I difetti sono parecchi ed evidenti, principalmente nel fatto stesso che i Gundam qui sono considerati arma primaria degli eserciti, quando nelle serie classiche sono quasi di supporto, come dei carri armati, mentre con questa si tentò un approccio più da super robot, cosa che scontentò praticamente tutti, essendo forse l'unica serie di Gundam a non aver avuto successo in madrepatria.
Starei molto volentieri a parlare ancora di quanto questa serie abbia momenti privi di ogni logica, ma scusate, ho un appuntamento con la mia morte.


martedì 23 febbraio 2016

Guru Guru - Il girotondo della magia, perché la prima Girella non si scorda mai



Finita questa bizzarra assenza dovuta alla sciopero del mio PC (?) riprendiamo la rubrica dei primi episodi con un altro dei miei preferiti in assoluto, Guru Guru, tra le prime serie giapponesi tornate sulla Rai dopo quella sorta di tabù autoimposto dalla menata del "le serie giapponesi sono troppo violente", affermazione rapidamente dimenticata quando Mediaset tra anni '80 e '90 prese praticamente tutto il pubblico giovanile della Rai, portandola tra fine anni '90-inizio 2000 a prendere le serie dal Giappone col 3 X 2.
Premessa fondamentale alla serie è che, anche se all'epoca non potevo saperlo, tutto Guru Guru è una parodia degli RPG, prendendone in giro cliché e stereotipi del genere, e spesso citando a manetta, guarda caso poi il manga da cui è tratto la serie in Giappone è stato pubblicato dalla Enix (prima della tanto odiata fusione con Squaresoft), publisher di titoli come Dragon Quest e Star Ocean, ed in generale esteticamente la serie fa richiami allo stile di Akira Toriyama, che come abbiamo avuto il piacere di notare nel precedente articolo, ha avuto a che fare più col mondo dei videogiochi che con quello dei fumetti. Cosa che quel nano pestifero di 7 anni di allora non poteva capire, ma che rivedendo ora con decine di RPG alle spalle posso apprezzare appieno. Finita questa inutile parentesi, via con l'episodio!




Come da tradizione Rai, la sigla usa le immagini della versione originale, e piccola nota sulla sigla: la prima serie (visto che ne sono state tratte 2, la prima durante la pubblicazione del manga e quindi incompleta, con alcune differenze, e la seconda, "Il batticuore della magia", più fedele al manga poiché finita la pubblicazione originale) usa la bellissima sigla scritta dal trio Di Sanzo-Lucato-Tribaldi e cantata da Cristina Valenti, al tempo di doppiare la seconda a quanto pare insorsero problemi di copyright per delle "somiglianze" tra la sigla e materiale di copyright della Mediaset, e la Rai commissionò una seconda sigla, a questo giro composta da Mirko Fabbreschi e Fabrizio Mazzotta e interpretata dagli allora giovincelli Raggi Fotonici, che per quanto adori per i loro lavori successivi (e per quella meravigliosa perla della cover della sigla originale di Digimon fatta in collaborazione con Digimon Italia per celebrare Digimon Adventure Tri), resta parecchio anonima rispetto alla prima.



Tra protagonisti e personaggi ricorrenti ovviamente ricordiamo l'indimenticabile signor Edvarg e la sua Danza Kita Kita, gag più ricorrente nella serie, sopratutto nei momenti peggiori e suscitando il giusto disgusto di tutti, di cui tragicamente non posso parlare in quanto assente nell'episodio.
Ma non si perde tempo inutilmente, e ci viene presentato subito l'ambientazione dell'avventura, il continente JamJam (e per chi non ci fosse già arrivato, abituatevi alle ripetizioni)


Continente che per qualche oscura ragione è a forma di Pac-Man.

Nel villaggio di Jimina viene narrata una leggenda che puzza di cliché, la leggenda di Guru Guru, che per qualche ragione, viene descritto come un mostro e non come l'arte magica praticata dalla protagonista Kokori


Mostro che apparentemente poteva pietrificare con lo sguardo (ed un effetto rubato pari pari a Mazinga)


Sputare fuoco


Provocare tornadi soffiando


Aveva mille braccia


Mille gambe


E emetteva gas tossici dalla coda. Occasionalmente, elargiva condoni edilizi e emetteva versi simili a "Mi consenta!" e "Cribbio!"


Finita la parentesi su una leggenda il cui scopo principale era probabilmente confondere gli spettatori, la storia torna al presente


Dove una vecchia col K-Way ed il cappello da nano da giardino cerca inutilmente di raccontare una storia ad un gruppo di bambini


In questo gruppo di bambini facciamo conoscenza del nostro protagonista Nike, tredicenne scansafatiche ed eroe della leggenda (no, non è una presa in giro, la sua didascalia recita proprio "eroe della leggenda"), che come il resto del gruppo è in procinto di andarsene


Quando la vecchia li intrappola con una rete da pollaio, come i venditori di multiproprietà


Ma il fuggitivo Nike viene immediatamente riacchiappato (e no, non è un inganno della prospettiva quello che state vedendo)


Ma Nike si vendica come un troll d'altri tempi e spoilera il finale, con un livello di malvagità intorno a "Spoilerare chi muore in Il Ritorno della Forza" su una scala da 0 a 100
Stavolta però ci viene raccontata la vera storia, demoni dal nome confusionario esclusi.
300 anni prima infatti JamJam venne attaccato dal sommo re del male Giri



Mettendo in pericolo l'esistenza di tutti i castelli a forma di cinciallegra


Incapaci di contrastare le orde di mostri della prima edizione di Yu-Gi-Oh comandate da Giri, il re chiede l'aiuto al popolo dei Migumigu, che da secoli tramanda l'arte magica di Guru Guru, e riescono a sigillare Giri per tre secoli (contatore cliché/citazioni = 1)


Manco il tempo di riprenderci, e altro cliché, con la maga protagonista della leggenda che maguardaunpotelecoincidenzemachiseloimmaginava™, è la copia sputata di Kokori (contatore cliché/citazioni = 2)


Cliché che lascia persino loro con la classica espressione da "Ma siamo seri?" (box di testo classico di Dragon Quest, e contatore cliché/citazioni = 3)



Come prevedibile (e necessario) però, al villaggio arriva un proclama reale, lettoci da dei pastori che stanno portando al pascolo un gregge di incubi gratuiti per tutti, che richiama gli avventurieri a raccolta, in quanto Giri si è liberato dal sigillo
Proclama che viene immediatamente letto dai genitori di Nike, due psicopatici che l'hanno cresciuto per farlo diventare l'eroe della leggenda


Facendolo inseguire da massi giganti stile Indiana Jones e rischiando di ucciderlo avvelenandolo. Almeno non lo mandavano a catechismo.


E nel frattempo, nuova citazione a Dragon Quest, con il "diadema" di Loto/Erdrick, protagonista del primo capitolo della serie (contatore cliché/citazioni = 4)

Piuttosto che finire ucciso dai genitori, a questo punto Nike preferisce partire all'avventura, e su "suggerimento" dei genitori, prima di partire va a visitare la strega del villaggio, anche perché probabilmente se avesse cercato di andare via prima ci sarebbe stato il classico NPC delle balle che l'avrebbe portato lì comunque, come quando in Pokémon ti portano per forza alla palestra della città.


Manco il tempo dei ripensamenti, che quei pazzoidi dei genitori mostrano ancora una volta come siano probabilmente degli habitué di San Patrignano


"E questi sono altri vent'anni di terapia", pensa giustamente il povero Nike


"Coincidenza" vuole che la strega del villaggio fosse proprio la vecchia col K-Way e dai capelli color gelato alla fragola, che informa Nike che aspettava l'arrivo dell'eroe della leggenda, in quanto 12 anni prima era venuto alla sua porta un viandante moribondo, che le affidò prima di morire l'ultima discendente della tribù Migumigu per poterla un giorno addestrare nell'uso dell'arte del Guru Guru per quando Giri avrebbe spezzato il sigillo (contatore cliché/citazioni = 5)


Ma ecco finalmente, con tanto di sfondo anni '80™, che ci viene presentata la co-protagonista della serie, Kokori, a cui per essere la classica maga nera manca solo il cappello a punta.


Prima di partire ovviamente a Kokori serve il bastone della tribù Migumigu, senza il quale è impossibile eseguire le magie. Se avete capito qualcosa dell'andazzo della serie (o se, come dubito, siete stati attenti durante la sigla), scommetto che avrete già capito com'è il bastone.


Così bello e raffinato nel design che in confronto le faccine della luna di Whatsapp sono capolavori rinascimentali.
Enzo Miccio approved


Dopo aver giustamente protestato, Kokori si convince a prendere con sé il bastone quando Nike le chiede di farle vedere una magia. Veniamo quindi a sapere che per eseguire le magie bisogna tracciare dei cerchi per terra, che ti fa chiedere come mai Giri a questo punto non faccia semplicemente lastricare tutto per evitare di venire sconfitto nuovamente, ma son dettagli.


Solo che invece di evocare il fuoco come voleva, Kokori sbaglia il segno, ed evoca un illustrazione dei tarocchi un mostro. Eh sì, perché come la vecchia avverte Nike, Kokori ha l'abitudine di confondere i simboli ed evocare sempre dei mostri, ma sopratutto, dimentica l'incantesimo per farli andare via.


E così finisce il primo episodio, con il destino del mondo in mano ad un guerriero svogliato e senza equipaggiamento ed una strega che non sa fare magie. E se il buongiorno si vede dal mattino, iniziamo tutti a lodare l'onnipotente Giri.